Hai appena acquistato il biglietto per assistere a una partita del campionato di calcio e sei gasatissimo all’idea di poter vedere la tua squadra del cuore. OLBIA SOCIETÀ MODELLO. In chiusura la parola è tornata al presidente Marino che ha provato a dare risposta alla richiesta di spiegazioni sul momento concitato e turbolento che sembra attraversare la Serie C, tra riforme e necessità di diventare sostenibile: «Da tempo vado dicendo che la Serie C è na categoria che va sempre più specializzandosi nella formazione di giovani calciatori, l’unico criterio incentivatibile che oggi consente di avvicinare la sostenibilità del sistema. Altro non c’è perché la qualità degli impianti e la partecipazione del pubblico non sono omogenei in tutte le piazze cosicché tv e sponsor non si avvicinano per dare valore al prodotto. Si sta andando verso una direzione che prevederà regole sempre più stringenti per l’utilizzo e la valorizzazione degli Under. L’introduzione di una salary cap impedirà alle società di fare il passo più lungo della gamba evitando così il rischio fallimento che anche quest’anno sta attanagliando diverse realtà. Noi siamo partiti due anni e mezzo fa con un modello gestionale che oggi tutti citano e tanti provano a imitare».
C’è chi però, proprio nel momento peggiore della formazione renana ha iniziato a fare il tifo per i biancorossi. Le sole 22 apparizioni in Serie A, 40 complessive in maglia nerazzurra tenendo conto delle coppe, rappresentano un bottino davvero misero per la squadra che, per prima tra le tradizionali “big”, lo aveva notato ed era poi riuscito a strapparlo al Brescia. Per incominciare possiamo accontentarci, poi questa società ha ereditato un disastro in termini di contratti e impegni economici, ieri i calciatori hanno ricevuto gli indumenti senza stemma, maglia parma calcio chissa perchè? GRAZIE MEREU.Sollecitato, il presidente Marino è poi tornato sulla motivazione che sta alla base della decisione di non proseguire il rapporto di lavoro con mister Mereu:»Non posso che ringraziare Mereu per tutto quello che ha fatto per noi e ovviamente ho spinto personalmente perché potesse andare a ricoprire un ruolo di vitale importanza per il movimento calcistico regionale. La sua non riconferma si basa sul presupposto che la società ha nelle corde il cambiamento, sia perché l’allenatore è fondamentale ma sempre funzionale al progetto, sia perché ci apprestiamo a iniziare il terzo anno di un ciclo ed è giusto che i giocatori ricevano stimoli e impulsi differenti. Come ho detto prima, abbiamo deciso di cambiare nel segno della continuità del progetto».
Del resto era proprio la formazione di una conoscenza condivisa uno degli effetti, ma prima ancora uno degli scopi, della costituzione del pool: come ebbe a dire Guarnotta, «si andava ad esplorare un mondo che sinora era sconosciuto per noi in quella che era veramente la sua essenza». A sorpresa, il piccolo club riesce a trionfare in quella stagione e ad ottenere la prima promozione in Ligue 2, nella quale ci rimane per 12 anni consecutivi. Promosso in Lega Pro Prima Divisione. Viene notato dal Benfica, squadra nella quale conquisterà undici campionati e la Coppa dei Campioni battendo in finale il grande Real Madrid (5-3 doppietta per lui). «Sono dispiaciuto perché ho scambiato la maglia per mettere fine alla questione, fomentare odio non è sport ma un segno di debolezza», twitta Acerbi. Vince tre campionati e con la maglia del Brasile si laurea campione del mondo nel ’58 e nel ’62 (a suon di doppiette e senza Pelè infortunato). Uruguay campione del mondo. Diventa l’ala destra più forte al mondo.
La gamba destra è più corta di 6 cm rispetto all’altra. È veramente rifinito alla perfezione e ha un sacco di bellissime patch ricamate, tra cui quella con la testa di orso sul petto e quella della NFL sulla manica destra. A indovinare dall’esterno, non si direbbe neppure una partita vera e propria, con tutta probabilità si trattava piuttosto di un incontro non prestabilito: una di quelle occasioni offerte dal caso in mezzo alla strada che lo scrittore aveva accolto di buon grado, unendosi, com’era solito fare, a quelle situazioni in cui non si contrasta e non si segnano dei goal, ma si fa semplicemente volare e correre il pallone, si prova qualche finezza, si urla e si ride mentre la palla l’hanno gli altri. Infatti, ci sono stati gli anni di Busby dal 1945 al 1969 quando il club di Manchester ha vinto 5 campionati, ma soprattutto l’era di Sir Alex Ferguson, che ha letteralmente segnato la storia del club mancuniano.
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